(NO) PORTRAITS: l'anti -ritratto

nell'era della perfezione digitale

 

"In una realtà forzatamente basata sulle apparenze e sul concetto di perfezione collettiva le opere di Donatella Izzo sfuggono quelle convenzioni linguistiche e quei meccanismi interpretativi tradizionali che possono ruotare intorno all’idea del ritratto e della percezione stessa del concetto di identità. L’artista ci rende partecipi di una personale percezione di identità – individuale e colletiva – che è ormai frammentata e privata del senso di appartenenza al lato più trascedentale. Il focus del progetto è spostato su nuovi codici di lettura che sgretolano il concetto classico del ritratto inteso come “copia” a favore di un “anti-ritratto”, cioè di un’analisi introspettiva del soggetto raffigurato, quasi sempre femminile, universo da cui la Izzo attinge e al quale porge particolare attenzione. Donne sospese in un istante sacro, quasi non interpretabile, ma pur sempre vivo perché esteticamente rimodellato.

I ritratti della Izzo non corrispondono ad una copia dal vero, tutt’altro vanno alla ricerca di quello che c’e celato dietro all’apparenza del soggetto esprimendo sentimenti universali quasi sempre legati al perenne e mai risolto conflitto tra l’essere e l’apparire, tra anima e corpo, tra la superificie e l’essenza stessa dell’essere.

I suoi scatti sono un’esemplare trasposizione del tormento e della conflittualità che caratterizzano lo stato umano"

Francesco Mutti

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