Donatella Izzo, London Song, 2021,foto d

 

"In una realtà forzatamente basata sulle apparenze e sul concetto di perfezione collettiva le opere di Donatella Izzo sfuggono quelle convenzioni linguistiche e quei meccanismi interpretativi tradizionali che possono ruotare intorno all’idea del ritratto e della percezione stessa del concetto di identità.

 

L’artista ci rende partecipi di una personale percezione di identità – individuale e colletiva – che è ormai frammentata e privata del senso di appartenenza al lato più trascedentale. I ritratti della Izzo non corrispondono ad una copia dal vero, tutt’altro vanno alla ricerca di quello che è celato dietro all’apparenza del soggetto esprimendo sentimenti universali quasi sempre legati al perenne e mai risolto conflitto tra l’essere e l’apparire, tra anima e corpo, tra la superificie e l’essenza stessa dell’essere. 

I suoi scatti sono un’esemplare trasposizione del tormento e della conflittualità che caratterizzano lo stato umano. 

 

Tutt’altro che rassicuranti i soggetti ci accompagnano di riflesso in una dimensione di straniamento in cui la stessa idea di imperfezione perde il suo valore negativo per assumere valori più alti e impregnati di significati spirituali. Il focus del progetto è spostato su nuovi codici di lettura che sgretolano il concetto classico del ritratto inteso come “copia” a favore di un “anti-ritratto”, cioè di un’analisi introspettiva del soggetto raffigurato, quasi sempre femminile, universo da cui la Izzo attinge e al quale porge particolare attenzione. Donne sospese in un istante sacro, quasi non interpretabile, ma pur sempre vivo perché esteticamente rimodellato"  F.Mutti

NO
portrait
l'ANTI
RITRATTO

Donatella Izzo, Silent Time, 2021,foto d
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