LA FOTOGRAFIA COME UN QUADRO

Il lavoro fotografico di Donatella Izzo è generato dalla profonda ricerca che l’artista ha operato nell’ambito pittorico. Già come pittrice, ha espresso una rara meticolosità compositiva ma, nella fotografia, i suoi “quadri” acquistano notevole raffinatezza estetica ed eleganza espressiva. L’artista non lascia niente al caso: distinguendo coscientemente il potere d’impatto visivo a seconda che la fotografia sia in bianco e nero o a colori; calibrando ora la struttura dell’opera, ora i passaggi tonali; dominando con sapienza la notevole diversità espressiva dei due linguaggi.

Donatella Izzo mantiene leggibile la sua firma attraverso alcune costanti: ora luci radenti scolpiscono le forme che emergono dal buio, creando con effetti luministici atmosfere di realismo caravaggesco, cosicché l’idea si concretizza in figure reali dal forte valore simbolico; ora soffici garze avvolgono visi, scoprono corpi, fasciano oggetti, emergono con tutta la loro trasparenza da panneggi pesanti, densi e compatti di scultorea memoria, come ad accudire, curare o proteggere urli silenziosi, ferite interiori, di cui s’intuisce lo spessore e la profondità. Ansie e paure trovano una pausa per l’intimità di una riflessione. Un momento di raccoglimento, quasi religioso, comunica pensieri e turbamenti che rafforzano ricordi lontani.

Sono garze, non bavagli le bende di Donatella Izzo e, sebbene talvolta divengano “sudari”, questi hanno la funzione di proteggere il valore dei sentimenti dalle distrazioni quotidiane, valorizzandone per contrasto la preziosità. Quelle bende non stringono, non celano ma coprono i corpi con lenta e accurata dedizione. L’artista recupera, in un processo di personale innovazione, archetipi di memoria collettiva, per coinvolgere lo spettatore e renderlo partecipe di un’emozione: non in forma passiva, propria di chi solo guarda, ma stimolandolo a reagire con commozione. Quelle bende, dunque, sono ben lontane dal comunicare una “mummificazione” emotiva.

La pulizia delle immagini rende ancor più efficace la personalità simbolica dell’artista. Donatella Izzo non ricerca il contrasto visivo tra i colori e nei soggetti, non vuole spiazzare l’astante con immagini stravaganti, o composizioni barocche tanto in uso nella fotografia internazionale contemporanea. Lungi dall’essere asettiche o surreali, le sue opere realizzano l’intento di rendere il linguaggio dell’artista universale, non corrotto dall’ossidazione della quotidianità.

Con estrema generosità, l’artista ci rende partecipi dei suoi pensieri anche più intimi, intreccia i propri dubbi con quelli dello spettatore, li lascia vivere, perché penetrino in chi guarda le sue opere, sollevando il sipario sulle più antiche paure dell’uomo: senza vergogna, si espone senza filtri, non temendo giudizi a pelle, per scavare nel profondo di ognuno di noi.

Marco Testa 

© Donatella Izzo - All rights reserved.